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SANZIONI PER VIDEOSORVEGLIANZA

Il 92% degli impianti di videosorveglianza non sono conformi al GDPR e le relative infrazioni costano 4 milioni di euro alle imprese.

Questo è quanto emerge da diversi studi di settore, con l’obiettivo di realizzare un’analisi reale sul rispetto della normativa introdotta dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR), nel mondo della videosorveglianza.

Secondo un rapporto stilato dall’Osservatorio di Federprivacy, infatti, su un campione di circa 2.000 persone, alle quali è stato chiesto cosa notano quando entrano in un esercizio pubblico dotato di un sistema di sorveglianza, solo nell’8% dei casi risulta essere presente un regolare cartello di informativa breve che segnala, in maniera chiara e trasparente, la presenza di telecamere, secondo quanto previsto dalle Linee guida 3/2019 dell’EPDB (European Data Protection Board) sul trattamento dei dati personali, attraverso dispositivi video, adottate il 29 gennaio 2020. Il restante 92% di coloro che sono stati intervistati, ha riferito di essersi trovato di fronte a situazioni di palese non conformità rispetto alle prescrizioni previste dal Regolamento, constatando la presenza di cartelli che riportano informazioni incomplete, sbagliate, con riferimenti normativi obsoleti oppure, in alcuni casi, non ravvisando affatto alcun avviso.

Gran parte delle responsabilità, dunque, risultano essere riconducibili alla scarsa attenzione posta da parte degli stessi addetti ai lavori che, nonostante le Linee guida n. 3/2019 pubblicate dai Garanti europei – (che hanno provveduto, da più di due anni, a fornire tutti i chiarimenti necessari ed un nuovo modello di cartello che ancora stenta a sostituire i vecchi avvisi che richiamano l’abrogato art.13 del D.Lgs. 196/2003 (Codice della Privacy), continuano ad installare gli impianti di videosorveglianza in palese difformità rispetto a ciò che è previsto dalla normativa.

Inoltre, è risultato che gran parte di questi non sono in grado di riconoscere la complessità relativa al tema “privacy”, ignorando, altresì, i rischi elevati di sanzioni (penali ed amministrative) cui sono esposti.

Dopo un’attenta panoramica condotta in ambito europeo riguardo al tema “sanzioni”, infine, è emerso che ci sono Autorità per la Protezione dei Dati, come quelle di Italia, Romania, Austria, Lussemburgo, Germania e quella Spagnola, che hanno comminato un totale di 177 provvedimenti (per un totale di € 4.076.911) per questo tipo di infrazioni, dimostrando grande attenzione verso una tematica quanto mai attuale.

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